Pedofilia, la vogliono sdoganare con un fatto normale

Il sesso con i minori sarà presto considerata una “normale” pratica sessuale.

Vogliono sdoganare la pedofilia. Chi lo nega, tenta di nascondersi dietro un dito.

Ci vogliono emancipare, dovremmo ringraziarli!

La nostra società ha grette usanze e barbari costumi imposti dal sistema religioso che ha oppresso le nostre esistenze per due millenni. L’unica via di liberazione – secondo i nuovi affrancatori sociali – è la perversione!

Che sia chiaro, scientificamente testata!

Esiste addirittura una giornata celebrativa della predisposizione che si chiama “Giornata di Alice” e cade il 25 aprile. Promotrice dell’evento è la Nambla (North American Man-Boy Love Association, ndr.) il sodalizio pedofilo che rivendica i “diritti” dei militanti “pro pedofilia”. L’organizzazione agisce negli Stati Uniti e raccoglie proseliti in Canada, Olanda e molti altri paesi.

L’obiettivo è l’abolizione dei limiti di età in materia rapporti sessuali, così da combattere la criminalizzazione di quegli adulti che praticano sesso con minori. Chiedono inoltre il rilascio di tutti gli uomini detenuti per questo tipo di reati.

È la più grande organizzazione facente parte del gruppo IPCE (formalmente, International Pedophile and Child Emancipation), troppo spesso coinvolta in azioni illegali e nel traffico internazionale di pedofilia.

La Nambla nasce nel 1978 come associazione senza personalità giuridica fondata da David Thorstad, attivista politico e storico del movimento dei diritti omosessuali dal 1970.

Come ovvio che sia, da subito ha suscitato le attenzioni delle forze dell’ordine. Nel dicembre 1977 la polizia ha fatto irruzione in una casa a Boston, arrestando 24 uomini e successivamente incriminandone oltre un centinaio con imputazioni di stupro di ragazzi di età compresa tra otto e quindici anni.

Nel 1995 hanno avviato un’operazione mirata, infiltrando nell’organizzazione che ha come basi logistiche San Francisco e New York alcuni agenti. Riuscì a entrare anche un giornalista, Mike Echols, autore del libro-inchiesta, “I Know My First Name is Steven”, pubblicato nel 1991, su cui è possibile leggere nomi, indirizzi e numeri di telefono di circa 80 membri del Nambla.

Nel 2000 una coppia di Boston, Robert e Barbara Curley, citarono in giudizio Nambla per l’omicidio colposo del figlio. Secondo l’accusa, Charles Jaynes e Salvatore Sicari, poi condannati per aver ucciso il figlio della coppia, Jeffrey, lo avevano pedinato, torturato, ucciso e mutilato nell’ottobre 1997.

A seguito di quell’azione legale nella sentenza venne scritto: “Nambla funge da canale per una rete sotterranea di pedofili negli Stati Uniti, che usano la loro associazione e contatti su Internet per ottenere e promuovere l’attività pedofila”.

In Italia esistono diversi uomini noti nell’ambito politico favorevoli a questo presunto “diritto dei bambini ad avere una loro sessualità”.

Conosciuta è la posizione del Partito Radicale, meno quella di Niki Vendola, leader di Sinistra Ecologia e Libertà, che nel 1985 – neoeletto segretario della Fgci – ebbe a dire: “[…] Non è facile affrontare un tema come quello della pedofilia ad esempio, cioè del diritto dei bambini ad avere una loro sessualità, ad avere rapporti tra loro, o con gli adulti – tema ancora più scabroso – e trattarne con chi la sessualità l’ha vista sempre in funzione della famiglia e dalla procreazione”. – Repubblica.

Infine, roba dei nostri giorni, qualche tempo fa, Luisa Santolini, parlamentare UDC, durante la discussione in aula del DDL Concia – riprendendo le parole del dottor Van Gijseghem, ex professore di psicologia presso l’Università di Montreal – ha avuto il coraggio di affermare: “L’omosessualità è un orientamento sessuale come tanti altri: c’è chi è gay, poi c’è chi è etero, e poi c’è chi è pedofilo”.

È passato tutto sotto traccia!

Nessuna indignazione pubblica o manifestazione in difesa dei germogli della società futura. Nessuno che abbia invocato il diritto ad essere bambini.

È la nostra una società sessuomane che corrode la spensieratezza infantile sotto il giogo prepotente della trasgressione dettata dalla società dello spettacolo e dell’iperconsumismo di massa, che impone mode e modelli preconfezionati da imitare necessariamente ed a qualunque costo.

Oggi siamo sommersi da riferimenti sessuali, in ogni pubblicità, dallo yogurt al profumo, è tutto incentrato sul sesso e sulla promiscuità. Chi osa opporsi a questo lobotomizzazione è considerato un retrogrado e/o un integralista religioso.

Tali tematiche stanno prendendo il sopravvento e sovvertendo la società naturale, tramutando, pian piano, ogni oscenità in una normalissima pratica quotidiana di cui sempre meno le “persone” si vergognano. La devianza diviene prassi in una società monca e priva di punti di riferimento, di radici, di cultura e di speranza.

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