Signoraggio secondario, riserva frazionaria: la truffa con una legge per legalizzarla

Si chiama “Misure dell’accantonamento alla riserva obbligatoria” o più semplicemente “riserva frazionaria” ed è smerciata alla pubblica opinione in modo tale che appaia come una forma di tutela per il correntista.

Il sistema della “riserva frazionariaè una truffa. Certo si tratta di una truffa legale, come quasi tutte le truffe economiche e monetarie.

Vediamo come funziona concretamente: quando depositiamo € 100 in una banca commerciale, questa apre un conto corrente (c/c) a nostro nome e si impegna a custodire la nostra banconota nel suo caveau, al sicuro dai ladri.

Il banchiere a questo punto usa una statistica ormai centenaria che gli dice una cosa molto semplice: solo una parte del deposito appena creato verrà usata (o movimentata) dal cliente. Quindi il banchiere sa che quasi sicuramente la maggior parte dei nostri soldi, dati in sua custodia, saranno immobili nel conto (nella cassaforte) per mesi, per anni.

Il banchiere non è proprietario della nostra moneta, dei nostri soldi, ma ne è solo custode.

Ciò nonostante il banchiere considera uno spreco questa immobilità e decide di prestare quanto c’è sul nostro c/c. Oltre alla nostra comoda disattenzione, il banchiere ha bisogno del politico corrotto che legalizzi questa truffa con una legge creata appositamente.

Ormai l’arroganza del binomio banchiere-politico è tale che oltre al danno si aggiunge la beffa: palesando questa legge come un limite al potere del banchiere di creare denaro da prestare, il politico si presenta come tutore dei nostri interessi ma, per fare un esempio, è come se lo stesso politico decretasse “il numero massimo di frustate da somministrare ad uno schiavo” e nel far questo volesse il plauso pubblico per essere stato un paladino dei diritti dell’uomo.

Ma espressamente, cosa dice questa legge?

Semplicemente mette un limite alla quantità minima di denaro che i banchieri devono tenere in cassa.

Questo cosa comporta per noi?

Per noi cambia poco, anzi nulla.

Se 100 persone versano € 100 sarebbe legittimo aspettarsi che in qualsiasi momento tutti i 100 neo correntisti possano ritirare i propri € 100. Nella realtà, il banchiere, come detto all’inizio, considera uno spreco tutto quel denaro fermo nei suoi caveaux, e dal momento che conosce statisticamente quanto denaro viene ritirato in media dai correntisti, presta il resto, come fosse denaro suo.

Se statisticamente solo il 10% viene “movimentato” (ritirato, speso, versato, spostato, ecc.) vuol dire che la banca ha 100 c/c con € 100 ognuno, quindi € 10.000 e di questi € 10.000 solo € 1.000 servono in cassa per le operazioni quotidiane (il 10% che dice la famosa statistica).

Quindi € 9.000 si possono prendere e usare/prestare anche se non sono di proprietà della banca! Non dimenticare mai questo concetto.

Te lo immagini il custode del parcheggio dove lasci l’automobile mentre sei al lavoro che prende la tua auto e va in giro a caricarci della merce (anche illecita) senza dirti nulla e senza corrisponderti nulla? Sì, è vero, la banca da un “interesse”, se “interesse” si può chiamare lo 0,0005% che danno oggi.

Cosa cambia per il banchiere?

Per il banchiere cambia molto perché più è bassa la percentuale da tenere in contanti, più può prestare denaro.

Nel 1957 le banche erano tenute a tenere in riserva il 25% del deposito, nel 1970 erano scese al (circa) 15% e oggi solo il 2% (in alcuni casi lo 0%). Quindi oggi la banca può ricevere € 10.000 e prestarne € 9.800 (non suoi) e questo grazie alla legge sulla “riserva obbligatoria o frazionaria”.

Ma la truffa non finisce qui!

Quei € 9.800 prestati andranno prima o poi versati in un altro conto (magari della stessa banca o di altre banche ma poco cambia dato che il sistema bancario è un “cartello”, come quello della droga). Nel nuovo c/c basterà tenere contanti per € 196 (9.800 x 2%) e si potranno prestare i restanti € 9.604 (9.800–196) e il ciclo continuerà sul nuovo conto corrente. Alla fine della fiera, partendo da € 10.000, la banca potrà creare e prestare € 500.000, ossia 50 volte di più e incamerare i relativi interessi. Tutto senza avere altro che i € 10.000 reali iniziali (e che andavano solo custoditi).

Ora si capisce la potenza delle banche commerciali che possono creare denaro dal nulla (o meglio: moltiplicare quello dei correntisti) con la complicità dei politici corrotti, che danno legalità alla truffa.

Tu pensi che per scoprire il trucco basterà andare in 100 allo sportello per riprendersi i € 100, giusto? Sbagliato!

Matematicamente basterebbe che i primi 3 clienti pretendessero indietro i propri soldi per far cadere il sistema, poiché con la riserva al 2% solo i primi due – del gruppo dei cento iniziali – troverebbero ancora qualcosina, il terzo rimarrebbe con un pugno di mosche. E così il quarto e tutti gli altri.

Purtroppo il sistema accorrerebbe in soccorso della banca in difficoltà e scenderebbe in campo la Banca Centrale in persona a stampare ciò che non è mai esistito.