World Trade Center: la terza verità sul crollo

Una nuova serie di rivelazioni da un vecchio membro dell’Intelligence Nucleare Russa ha scosso anche coloro che credevano di aver chiare le cose dietro le quinte.

Quando la prima volta venni a conoscenza delle prove che dimostravano che le Torri Gemelle e l’edificio 7 del World Trade Center (in seguito WTC) non erano state abbattute da aerei, ma piuttosto da tecniche di demolizione controllata, mi sono sempre chiesto com’era possibile che gli interi edifici fossero stati imbottiti di esplosivi senza che nessuno se ne accorgesse.

Un articolo di Dimitri Khalezov, esperto di esplosioni nucleari, porta ad una sorprendente conclusione.

Premessa

Partiamo dal presupposto che in nessun modo la versione ufficiale è accettabile. La foto che vedete all’inizio di questo articolo basta a far crollare tutta la teoria dell’attentato per mezzo dei due Boeing 767 dell’American Airlines. La donna visibile è stata riconosciuta come Edna Cintron, che era in attesa di essere salvata. Purtroppo morì durante il crollo della Torre Nord. Tuttavia, pur senza saperlo, in quel momento della sua vita ha mostrato al mondo – con la sua presenza lì, in quel punto dove si presuppone che il Boeing si sia schiantato ed il carburante abbia fuso le colonne di acciaio dell’edificio – che il governo degli Stati Uniti stava ingannando la gente.

Ground Zero o ground zero?

La zona originale del WTC a New York è chiamato Ground Zero. Molti danno per scontato questo nome e non capiscono l’importanza che rappresenta. Molti ritengono che “Ground Zero” sia un nome proprio attribuito al WTC, come se fosse il nome di una città o di una nave. Tuttavia, i più ricorderanno che questo termine fu attribuito rapidamente alla zona del WTC.

Quasi immediatamente dopo la caduta delle torri, un’ora prima della caduta dell’edificio 7, cioè a mezzanotte dell’11 settembre 2001, quasi tutti gli ufficiali e anche alcuni giornalisti cominciarono a parlare della zona come della “ground zero”; attenzione, l’ho scritto volutamente in minuscolo. Infatti, all’epoca, queste parole erano scritte in minuscolo. Fu scritta in minuscolo su tutti i giornali fino al 13 settembre 2001. Solo allora, come se qualcuno avesse compreso di aver commesso un errore, questo strano termine fu trasformato in nome proprio, e cioè “Ground Zero”.

Che cos’è “ground zero”?

Perché all’area del WTC fu dato l’appellativo di “ground zero”? Probabilmente è stato un errore causato dalla confusione. Ma non fu un errore nel senso che il nome scelto era sbagliato, semplicemente fu un errore legato alla tempistica; in altre parole, era ancora troppo presto per utilizzare quel termine per definire l’area.

Gli esperti della Difesa Civile hanno fatto bene a chiamare l’area “ground zero”. Non vi è nessun errore in tale senso.

Se si dovesse aprire un vocabolario contemporaneo, alla voce “ground zero” avremmo questa definizione: “The point on the ground vertically beneath or above the point of detonation of an atomic or thermonuclear bomb [Il punto sul terreno verticalmente al di sotto o al di sopra del punto di detonazione di una bomba atomica o termonucleare]” (The New International Webster Comprehensive Dictionary of the English Language).

Non vi stupite se quasi tutti i nuovi vocabolari inglesi stampati dopo l’11 settembre cominciarono a descrivere la “ground zero” teoricamente come se avesse più di un senso. Almeno 3 o 5 nuovi significati sono stati aggiunti a questa parola, che vanno da “grande devastazione”, “grande disordine” e “attività urgente” fino a “punto base” o “punto di partenza”.

Strane malattie tra i soccorritori

Il detective John Walcott ha dedicato molto tempo a rimuovere le macerie della zona del WTC. Ha trascorso abbastanza tempo per sviluppare una strana malattia: leucemia mielogena nella sua forma terminale.

Il detective parlando delle macerie afferma che “oltre all’abituale trama d’acciaio, il detrito che esaminò consisteva in piccolissime particole di polvere, cioè, non c’erano resti di mobili, né di apparecchiature elettriche e neanche un mouse di computer”. Ricorda questo dettaglio: “piccolissime particole di polvere”; questo dettaglio lo approfondiremo più avanti.

Il detective racconta che spesso soleva rifugiarsi, assieme agli altri detective, in baracche di legno, nell’intento di allontanarsi da quello che lui stesso chiamava “quella maledetta aria cattiva”. Ma un giorno, mentre si trovava nel rifugio con i suoi colleghi, apparvero due agenti dell’FBI. Erano completamente coperti da tute e maschere sigillate con nastri isolanti (per la ventilazione), al fine di isolare il gas. Walcott pensò tra se “qualcosa non va qui…” mentre confrontava l’equipaggiamento protettivo degli agenti dell’FBI con quello minimale – semplici mascherine per respirare – dei poliziotti di New York.

Il racconto completo è disponibile a questo indirizzo: www.villagevoice.com/2006-11-21/news/death-by-dust

Ma torniamo alla malattia di John Walcott. Questi subì un trapianto di midollo osseo. Continua a vivere ma sottomesso ad un trattamento di droghe immuno-depressive con lo scopo di prevenire il rigetto del trapianto, ed inoltre senza poter uscire di casa dato che il suo sistema immunitario non esiste e quindi qualunque tipo di infezione potrebbe essere fatale.

Il trapianto di midollo è richiesto per i pazienti che sono stati sottoposti a severe quantità di radiazioni, sia radiazioni penetranti, sia radiazioni per ionizzazione residuale, o entrambi. Il midollo osseo – responsabile della produzione del sangue – viene distrutto da questo tipo di radiazioni. Quanto maggiore è l’esposizione alle radiazioni, maggiore è la quantità di cellule del midollo osseo che muoiono. Walcott (e non solo lui) evidentemente subì la forma più grave di leucemia.

Qualsiasi menzogna avanzata sulla causa di sviluppo di un cancro viene messa a nuda quando si tratta di danneggiare il midollo osseo. Il danno al midollo osseo può essere causato solo da radiazioni ionizzate.

Ecco spiegato il fatto che gli agenti dell’FBI, che conoscevano la verità sull’evento drammatico appena accaduto, erano perfettamente attrezzati. Si proteggevano da qualsiasi polvere radioattiva e specialmente dal vapore radioattivo, che non volevano inalare né tanto meno ingerire.

La demolizione nucleare del WTC

Dimitri Khalezov è stato funzionario incaricato ufficiale nelle unità militari sovietiche 46179, conosciute anche come lo “Servizio di Controllo Speciale del 12° Dipartimento del Ministero della Difesa dell’URSS”. Era un’organizzazione responsabile della manutenzione, il controllo della produzione, la manutenzione tecnica di tutto l’arsenale nucleare di Stato. Il suo “Servizio di Controllo Speciale” si occupava anche dell’osservazione dei trattati relativi la sperimentazione nucleare. Questo è particolarmente importate per l’esistenza del cosiddetto “Trattato di esplosioni pacifiche” del 1976 tra l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti.

Secondo questo trattato, le parti erano tenute ad informarsi reciprocamente delle esplosioni nucleari senza specifici fini militari. Durante il servizio militare di Khalezov, a fine anni 80, gli era stato comunicato che esisteva un cosiddetto “Regime di demolizione nucleare di emergenzacostruito nelle Torri Gemelle del World Trade Center di New York.

Lo schema di demolizione era basato su enormi cariche termonucleari di quasi 150 kiloton di resa, che erano state collocate a circa 50 metri sotto le fondamenta di ciascuna torre. Dimitri era incredulo e faceva anche fatica a credere che le autorità statunitensi potessero essere così pazze da demolire edifici nel bel mezzo della città con cariche nucleari sotterranee. Tuttavia, non si prevedeva di demolire il WTC in questo modo di per se. Questo sistema era stato implementato solo per evitare un problema puramente burocratico: un sistema di demolizione nucleare doveva essere costruito all’interno delle Torri non per demolirle, ma per ottenere il permesso di costruirle.

Il codice di costruzione di New York a quel tempo (così come a Chicago) non permetteva al Dipartimento di Costruzioni di autorizzare la costruzione di un grattacielo a meno che il produttore non fornisca un metodo soddisfacente per il futuro, o in caso di emergenza, per demolirlo. Alla fine degli anni 60, cioè quando le Torri furono proposte, questo tipo di costruzione con telaio in acciaio è stato un concetto nuovo; nessuno aveva idea di come comportarsi con esso in caso di demolizione. Questo perché i tradizionali sistemi di demolizione controllata erano applicabili agli edifici “convenzionali” e non a quelli sviluppati con robuste colonne di acciaio. Per questa ragione, si necessitava di un sistema per demolire questo nuovo tipo di strutture e questo sistema era la demolizione nucleare.

La nascita della demolizione atomica e nucleare

Sono chiamate “Special Atomic Demolition Munition” (SADM) o “Medium Atomic Demolition Munition” (MADM). Sviluppate nei primi anni 50, l’idea di utilizzare testate nucleari per demolire edifici è nato quasi di pari passo con l’emergere delle armi nucleari. Le SADM sono veramente piccole, la loro carica nucleare non eccede il kiloton nel suo equivalente in TNT. Le moderne SADM hanno cariche variabili che possono configurarsi intorno allo 0.1 kiloton e alcune anche intorno allo 0.01 kiloton – equivalenti rispettivamente a 100 e 10 tonnellate di TNT – per cui possono essere considerate piccole. Esistono anche versioni più ingombranti che arrivano a pesare fino a 70 kg. Ci sono anche moderne SADM che sono fatte di Plutonio-239 e non Uranio-235 e le loro dimensioni sono significativamente più piccole a causa della massa critica inferiore.

A prescindere dal modello e dalle dimensioni, una qualsiasi delle SADM o MADM sopra descritte, possono essere usate con successo per demolire obiettivi enormi che, altrimenti, non potrebbero essere abbattuti con esplosivi convenzionali. Soprattutto in emergenza, quando cioè non c’è il tempo né la possibilità di pianificare una demolizione controllata con l’ausilio di mezzi convenzionali.

C’è un dato non trascurabile di questo sistema di demolizione: è molto costoso. Una SADM/MADM di Uranio-235 costa un paio di milioni di dollari. La cifra lievita vistosamente se fatta con Plutonio-239. Per cui la domanda è: come è possibile che questo antico concetto di demolizione atomica, pur sapendo che è costosa e con una performance molto bassa rispetto ad una demolizione controllata di implosione, fu utilizzato nello schema di demolizione del WTC?

Edifici inattaccabili

Le Torri del WTC erano edifici a telaio in acciaio. Prima d’esse, mai, in nessuna parte del mondo, è avvenuta una demolizione per implosione di nessun grattacielo di quel tipo. In primo luogo, perché gli edifici costruiti con questa tecnica sono relativamente giovani e quindi il tempo per la loro demolizione non è ancora arrivato. Inoltre, le demolizioni per implosione si basano su cariche esplosive calcolate nella posizione e nella quantità. Generalmente sono poste nelle strutture di supporto con lo scopo di romperle contemporaneamente, in questo modo l’edificio collassa sulle proprie fondamenta. Gli edifici a telaio di acciaio non hanno “strutture di supporto” propriamente dette.

Il telaio in acciaio delle Torri del WTC era costituito da un perimetro e un nucleo integrati entrambi alle colonne eccezionalmente grosse con doppio muro d’acciaio. Questo cosiddetto “disegno di struttura a tubo” fu una scoperta che ha permesso di aprire pavimenti piani invece di riempirli di colonne distribuite all’interno per sostenere i carichi, come tradizionalmente si faceva nelle costruzioni precedenti. Le Torri Gemelle presentavano un perimetro di colonne di supporto (di taglio quadrato) collocate una ad un metro dall’altra sulla facciata delle torri, in modo da formare una struttura rigida in grado di resistere praticamente a tutti i carichi laterali (il vento ad esempio) e in questo modo condividere il peso della gravità con le colonne interne. La struttura del perimetro consiste in 59 colonne simili per lato, mentre la struttura del nucleo di 47 colonne di acciaio (di taglio rettangolare) che andavano dalla base alla parte superiore delle torri.

Queste colonne erano incredibilmente grosse, il muro di ognuna misurava circa 6.35 cm, in modo che avevano uno spessore totale di 12.7 cm. Per immaginare quanto grosse erano, un buon esempio di confronto è la corazza frontale del T-34, il miglior carro armato della seconda guerra mondiale: era di solo 4.5 cm, ed era ad una sola copertura. Considerando che le strutture d’acciaio delle Torri avevano le colonne di acciaio a doppia parete, che erano quasi il triplo dello spessore comparato alla corazza frontale del T-34, era impossibile trovare un modo per rompere queste colonne simultaneamente in diversi punti per ottenere l’effetto di un’implosione: obiettivo principale di una demolizione controllata.

Inoltre, le Torri, erano così alte e rigide che anche se le loro colonne di acciaio potevano essere spezzate simultaneamente in varie parti di ogni piano – cosa difficile da ottenere, con enormi quantitativi di esplosivi – questa soluzione, non avrebbe raggiunto lo scopo prefissato. Nulla garantiva che una così gigantesca struttura cadesse direttamente sulle sue fondamenta. Pertanto, era impossibile demolire le Torri Gemelle del WTC, usando qualsiasi mezzo tradizionale di demolizione.

Tuttavia, secondo le leggi americane che regolano la costruzione di grattacieli, gli architetti devono fornire un progetto di demolizione soddisfacente prima che il progetto di costruzione venga approvato dal Dipartimento delle Infrastrutture. Nessuno poteva costruire un grattacielo che non potesse essere demolito in futuro. Questo è il punto principale nella demolizione dei grattacieli. Ironicamente, questo schema di demolizione nucleare non contempla esattamente la demolizione dell’edificio, soprattutto considerando che nessuno ha alcuna pratica nella demolizione di edifici con questi mezzi. Questo era solo per convincere il Dipartimento ad approvare la costruzione in qualsiasi modo.

Sembra che gli architetti e i promotori di questi schemi sinceramente speravano che le loro idee non fossero messe in pratica mentre erano in vita.

Come funziona?

Si tratta di una detonazione nucleare sotterranea, che è nettamente differente da una detonazione atmosferica. Non produce onda d’urto, né radiazione termica, né radiazione ionizzante penetrante, né impulso elettromagnetico. Provoca danni relativamente minori sono nell’immediata vicinanza a causa della probabile contaminazione.

Fondamentalmente, la differenza è data dalla mancanza di aria intorno al punto di esplosione anche chiamato zero-box, cioè dov’è posta la carica nucleare. Così, tutta l’energia liberata dall’esplosione sotto forma di Raggi X, invece di riscaldare l’aria e disperdersi, fonde la roccia intorno a se facendola evaporare. Questo genera una cavità sotterranea che è proporzionale alla carica di kiloton dell’ordigno nucleare. Ad esempio, una carica termonucleare di 150 kiloton sotterrata ad una sufficiente profondità nella roccia di granito potrebbe causare la formazione di una cavità di circa 100 metri di diametro.

Tutti i grattacieli hanno le fondamenta a circa 20-30 metri sotto la superficie della Terra. Nello specifico delle Torri Gemelle, le loro fondamenta inferiori erano poste a 27 metri sotto la superficie, mentre le cariche di demolizione termonucleare di 150 kiloton furono collocate a 77 metri sotto la superficie (o 50 metri sotto le fondamenta).

Domanda: dove finisce tutta la roccia granitica che è allo stato gassoso?

Dal punto di vista nucleare, idealmente avviene questo: il gas si espande e continua a forzare la cavità così da creare una zona cava primaria ed una secondaria, ognuna delle quali presenterà un livello di danneggiamento differente. Questa zona può essere tanto ampia quanto il diametro della cavità stessa ed è piena di materiale particolare: roccia polverizzata, ridotta in polvere microscopica le cui particole misurano intorno ai 100 micron. Questo particolare stato della materia non si verifica in nessun’altra condizione, se non con detonazioni termonucleari sotterranee.

Ora, cosa accadrebbe se, in un punto qualsiasi della cavità, non ci fosse una resistenza abbastanza forte – come quella che può opporre una roccia di granito – da opporsi alla furia della roccia allo stato gassoso ad altissima temperatura? Semplicemente il gas troverebbe un punto di sfogo, e continuerebbe a polverizzare tutto quanto incontrasse, fino ad esaurire la sua energia.

Quando la pressione si propaga verso l’alto e i contorni superiori delle zone “danneggiate” e “compresse” trovano le fondamenta sotterranee delle Torre Gemelle che si devono demolire, lo scenario diventa distinto. Questo perché i materiali con i quali sono fatte le Torri si differenziano dal granito adiacente, parlando in termini di “resistenza dei materiali”. Inoltre, vi è abbastanza spazio vuoto all’interno delle Torri, mentre il granito nelle restanti direzioni è solido. Così, l’espansione del contorno superiore di entrambe le zone (compresse e danneggiate) sarà maggiore.

Nel caso delle Torri Gemelle, la zona danneggiata può raggiungere i 350-370 m di altezza, mentre che la zona compressa può raggiungere i 290-310 m. Nel caso dell’edificio 7, tutta la sua altezza sarà compresa tra la zona compressa, in modo da poter essere totalmente polverizzata. Questa è una delle qualità uniche di qualunque demolizione nucleare: la sua capacità di polverizzare calcestruzzo e acciaio.

Sono ancora vive nella nostra mente le immagini della sottile polvere che ha ricoperto Manhattan. Molti erroneamente hanno creduto che si trattasse di calcestruzzo polverizzato, ma no. Era polvere si, ma nella maggior parte, si trattava di acciaio diventato polvere. Nonostante la diffusa e scorretta credenza popolare, le strutture delle Torri non avevano molto calcestruzzo. Questo fu usato, anche se in quantità limitate, per fare piani sottili nella costruzione delle torri; ma oltre a questo, non fu usato altrove. Gran parte delle Torri erano fatte di acciaio, e non di calcestruzzo. Di conseguenza quella sottile polvere era in gran parte polvere di acciaio, anche se non tutto era precisamente “polvere d’acciaio”. C’era anche “polvere di mobilia”, “polvere di legno”, “polvere di carta”, “polvere di tappeti”, “polvere di componenti dei pc” e perfino “polvere umana”, dato che le persone rimaste nelle torri furono polverizzate nello stesso modo di acciaio, calcestruzzo e mobili.

Va aggiunto che, nonostante l’apparente insufficienza di 150 kiloton per polverizzare altissimi grattacieli nella loro interezza (le Torri Gemelle non si sono polverizzate se non per un 80%, lasciando le parti alte intatte), in demolizione nucleare non si possono usare cariche di maggior potenza per questioni meramente legali. Il problema è che, secondo il “Trattato di Esplosioni Nucleari Pacifiche” del 1976, le cariche per le munizioni nucleari utilizzate con fini non militari furono limitate a 150 kiloton per detonazione per un massimo di 1,5 megaton per gruppo di esplosione. In questo modo, l’industria della demolizione nucleare si inserisce all’interno di questi parametri: nel caso di demolizione nel WTC fu possibile usare tante cariche quante fossero necessarie ma senza eccedere i 150 kiloton per carica. Per questo lo schema di demolizione del WTC consisteva in 3 cariche di queste che si sono sommate per un totale di 450 kiloton.

Per coloro che non possono immaginare la potenza di 150 kiloton, è bene ricordare che la potenza di una bomba sganciata su Hiroshima nel 1945 era minore di 30 kiloton.

Gli aerei

Se gli edifici erano tanto forti da non poter essere abbattuti se non per mezzo di un’esplosione termonucleare sotterranea, può un aereo di linea penetrare questi stessi edifici?

Fondamentalmente, gli aerei non erano necessari per abbattere gli edifici. Lo dimostra il fatto che 1) le Torri sono crollate nell’ordine inverso rispetto agli impatti degli aerei; 2) l’edificio 7 è crollato sebbene nessun aereo vi fosse impattato. Gli aerei non hanno contribuito in nessun modo al crollo delle Torri del WTC. Quel giorno qualcuno ha deciso che le Torri Gemelle e l’edificio 7 dovevano sparire e così è avvenuto; gli aerei non c’entrano nulla.

Esistono numerose ricerche su Internet, in particolare consiglio la visione del documentario su YouTube intitolato “September Clues”, dove viene dimostrato in maniera più che ragionevole che gli aerei erano digitali e non reali. Non andrò quindi a ripetere quelle informazioni, piuttosto faremo un analisi differente.

Rispondiamo alla domanda: l’alluminio può penetrare l’acciaio? No, punto! Credere che un Boeing 767 di alluminio è capace di penetrare il perimetro ed il nucleo di colonne eccezionalmente spesse con doppia parete in acciaio, è lo stesso che credere che, improvvisamente, le leggi della fisica si siano prese una vacanza quell’11 settembre 2001.

Le bombe perforanti, ad esempio, sono fabbricate con un materiale più spesso della corazza che si pensa di penetrare. Normalmente, le bombe sono fatte di Wolfram (gli americani inoltre producono bombe a penetrazione contenenti, invece del costoso Wolfram, Uranio-238, che, pur essendo un materiale non utilizzato, è in grado di penetrare un’armatura perché è più pesante dello stesso acciaio). Non esistono bombe perforanti fatte di alluminio. Non esistono spade di alluminio, né strumenti da taglio, né utensili affilati fatti di questo metallo. L’idea stessa che un oggetto in alluminio tagli l’acciaio suona un po’ strana, se non ridicola.

Qualcuno si attaccherà all’energia cinetica. Cioè, è vero che l’aereo è fatto di alluminio, ma pesando a carico quasi 160 tonnellate e viaggiando a circa 800 km/h, secondo alcuni, l’energia cinetica accumulata sarebbe stata sufficiente per penetrare le Torri, nonostante fosse di acciaio. Sbagliato!

Parlando sempre delle bombe perforanti, è interessante notare che tali bombe lanciate contro carri armati o altri oggetti blindati viaggiano verso il loro bersaglio con una velocità di almeno tre volte la velocità del suono, cioè circa 3.579 km/h. Infatti, il fatto che sono fatte di Wolfram non è sufficiente per acquisire la capacità di penetrare l’acciaio, un altro fattore richiesto è la velocità.

Sei davvero sicuro che un Boeing 767 di alluminio è più efficiente di una bomba perforante?

Probabilmente, le persone anziane potranno ricordare che effetto ha avuto sulle navi da combattimento e trasporti statunitensi, l’impatto di aerei kamikaze giapponesi quando si sono schiantati di fronte a loro: semplicemente l’aereo finiva a pezzi – senza penetrare la corazza delle navi – e cadeva giù. Al massimo, nel caso di una nave non corazzata, il motore d’acciaio dell’aereo era l’unica cosa che poteva penetrare ma non le sue ali, coda o turbine.

Che dire dei testimoni che dicono di aver visto il velivolo?

Ti rinnovo l’invito a guardare il documentario “September Clues” per intero. Il numero di chi non ha visto alcun aereo o per lo meno non lo identifica come tale, è quasi uguale al numero di coloro che dicono di averlo visto. Ma il mainstream televisivo ha preferito includere nei reportage le “testimonianze” di coloro che dicono di aver visto il velivolo.

L’intera produzione dell’11 settembre è stato un grande inganno. Se qualcuno ha cercato ed è riuscito a produrre immagini false di aerei che tagliano un perimetro di acciaio con la stessa facilità, come se questi (gli aerei) fossero di acciaio e le torri di burro, e riuscendo a dare questi filmati ai media, è logico supporre che in precedenza fosse stato preparato un numero sufficiente di “testimoni oculari” che potrebbe dire di aver visto l’aereo. Naturalmente, possiamo presumere questo. Tutti quei “testimoni” che affermano di aver “visto” come aerei alluminio penetrarono le robuste pareti delle Twin Towers erano solo attori assunti dagli autori dell’evento.

In conclusione

Certo, rimangono tante altre domande a cui rispondere:

  1. Che cosa ha colpito il Pentagono?
  2. Se gli aerei non colpirono le torri, dove sono spariti?
  3. Cosa è successo ai suoi passeggeri?
  4. Cosa è successo ai presunti rapitori?
  5. Cosa è successo al Volo 93?
  6. Perché “l’aereo del Giudizio Finale”, Doomsday Plane è stato visto volare quel giorno?
  7. Perché non era possibile il crollo della Torre Sud prima della Torre Nord?
  8. Perché i funzionari degli Stati Uniti demolirono le Torri Gemelle e l’edificio 7?
  9. Perché ci sono casi di malattia acuta da radiazioni tra i lavoratori di Ground Zero, piuttosto che le malattie croniche per radiazioni?
  10. Chi ha mandato le lettere all’antrace e perché?
  11. Perché i servizi il controllo di altri paesi come Russia, India e Cina, preferirono “non riportare” che il governo degli Stati Uniti demolì le torri con tre cariche termonucleari di 150 kiloton, e che questa azione non aveva nulla a che fare con l’Afghanistan o l’Iraq?
  12. Perché l’AIEA (International Atomic Energy Agency) è silenziosa?
  13. Chi ha organizzato l’11/9 e perché?

L’11 settembre 2001 fu un’operazione molto complessa e i suoi aspetti apparentemente separati sono così intricati che è semplicemente impossibile descrivere l’intera operazione in breve.

Comunque all’ultima domanda è possibile dare una breve risposta.

L’11/9 è stato organizzato da coloro che volevano portare gli Stati Uniti con altri paesi ad una guerra ridicola in Afghanistan e in Iraq e coloro che hanno voluto privare i cittadini di questi paesi delle loro ultime libertà civili e diritti umani. Si dovrebbe capire che né Al-Qaeda né qualsiasi organizzazione musulmana poteva permettersi di fornire falsi filmati di “aerei” ai media statunitensi, né reclutare testimoni che “videro” come aerei di alluminio penetravano l’acciaio, né demolire contemporaneamente le Torri del WTC con 3 cariche termonucleari sotterranee di 150 kiloton ciascuna.

Tratta tutto quanto ti ho spiegato come se fosse una favola, ma cosa accadrebbe se un giorno qualcuno ti dicesse che non è una favola ma la pura verità?

Fonte: http://www.danielestulin.com/wp-content/uploads/11septiembreTerceraverdaddimitrispanish.pdf
Approfondimento: http://www.veteranstoday.com/2012/10/29/mini-neutron-bombs-a-major-piece-of-the-911-puzzle/